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Le persone con 'bisogni speciali' e il turismo

Per comprendere la portata di questa affermazione occorre però uscire da un preconcetto a cui non giova neppure la simbologia adottata (la sedia a ruote). Oltre all’handicap motorio (che forse si vede di più, ma non è detto sia il più grave per chi vuole fare turismo) occorre infatti considerare più in generale quello fisico, ivi compresi gli stati patologici temporanei.
Occorre considerare l’handicap sensoriale e quello psichico. Oltre all’handicap in senso stretto, tra i "bisogni speciali" rientrano a pieno titolo quelli generati dalla gravidanza e dalla prima infanzia, dalla vecchiaia inoltrata, dalle diete e da altri comportamenti individuali che influenzano fortemente il profilo della domanda.

Non possiamo parlare del mercato del turismo senza andare a vedere quanto è grande questo mercato, e per fare questo partiamo da due ricerche internazionali; Keroul valuta in America in 54 milioni le persone disabili, di cui 39 milioni che possono fare o fanno attività legate al turismo Touche Ross valuta in Europa in 50 milioni le persone disabili, di cui almeno 36 milioni possono o fanno attività legate al turismo Qual è invece la situazione del mercato italiano?

In una recente ricerca legata al progetto della Direzione Generale del Turismo del Ministero dell'Industria "Italia per tutti" si è analizzato il mercato italiano ed i suoi comportamenti andando anche a valutare qual è il "peso economico" di questo mercato. 2Sono oltre 31 milioni le persone che l'anno scorso hanno viaggiato (quasi il 55% della popolazione italiana) e di queste quasi un milione esprime domanda di "turismo accessibile", e vi sono anche oltre due milioni di persone ultra 65enni (quasi il 7% del totale). Sono quasi 26 milioni gli italiani che non viaggiano e di questi circa mezzo milione che potrebbe esprimere richiesta di turismo accessibile. Quindi possiamo contare oggi su un mercato di circa 3 milioni di persone, comprendendo anche gli anziani tra coloro che hanno "bisogni speciali", con un bacino di un'ulteriore mezzo milione di potenziali turisti che non viaggia perché non ha offerte che lo soddisfano o semplicemente perché non hanno informazioni sufficienti a farlo.

Coloro che viaggiano lo fanno secondo i seguenti modelli:
  • Si muove più volte all'anno (fino a 4)
  • Si muove per periodi superiori
  • Spalmano la vacanza lungo tutto l'arco dell'anno
  • L'82% compie attività turistiche in Italia
Le motivazioni
  • Svago e divertimento 37%
  • Benessere e termalismo 16%
  • Studio e Affari 10,3% I mezzi di trasporto
  • Automobile 55%
  • Treno 14%
  • Aereo 18 %
Con quali organizzazioni
  • Modo autonomo 79%
  • In modo equo agenzie e tour operator con associazioni e cral Con quale tipologia di alloggi
  • Case proprie, parenti o amici 31%
  • Residence 6,3%
  • Case per ferie o istituti religiosi 3,7%
Le difficoltà manifestate
  • Diete particolari 42,7% (380mila italiani)
  • Ambienti ipo/anallergici 37,4% (332mila italiani)
  • Necessità di visite e cure mediche 29,1% (260mila italiani)
A maggiore distanza: esigenze motorie, disturbi sensoriali, dell’orientamento e comunicazione
Questo in breve sintesi il mercato, ma vediamo quali sono i servizi e le azioni che bisogna mettere in atto per arrivare a proporre servizi che soddisfino questo tipo i clienti
  • Lo sviluppo di un marchio nazionale (Italia per Tutti) che sia facilmente riconoscibile;
  • Strutture di certificazione che diano le garanzie di affidabilità e qualità delle proposte;
  • Condivisione del marchio e delle modalità di certificazione della qualità a livello Europeo nonché delle strategie di sviluppo
  • Progettazione e diffusione di nuove idee d’impresa per servizi a supporto di questo mercato, sia per i clienti che per gli operatori
  • Campagna di comunicazione per gli intermediatori (Agenzie, T.O., ecc..), per imprese trasporto e noleggio, per imprese del settore ricettivo dove presentare i numeri di questo mercato (3%!!)
  • Rete informativa locale che coordini il flusso delle informazioni e sia garante della qualità delle stesse
  • Coordinamento a livello degli organismi amministrativi Regionali e delle iniziative di importanti settori quali Urbanistica, Sport, Cultura e Sanità
  • Produzione di guide specifiche sull’accessibilità delle destinazioni e delle offerte turistiche
  • Tecnici (Ingegneri, Architetti e Geometri) specializzati e preparati ad offrire agli operatori servizi per una progettazione accessibile che tenga conto non solo della normativa sulle barriere architettoniche ma anche dei "bisogni del cliente" al quale ci si vuole proporre
  • Saper offrire nella realizzazione di pacchetti turistici anche le informazioni di carattere sanitario di base che consentano l'eventuale copertura di bisogni specifici dei clienti
  • Adeguamento sistemi di trasporto che consentano l'accesso e magari anche la possibilità di noleggio di automezzi adattati non solo per il trasporto ma anche per la guida da parte di persone disabili
La portata economica di questo mercato viene valutata in circa 2.000 miliardi di lire.
A questa analisi, di per sé molto breve e sintetica, possiamo aggiungere solo alcune note per meglio interpretare i dati elencati:
Questo turismo non si concentra nei periodi di congestione ed è utile soprattutto per favorire la "destagionalizzazione" del nostro mercato turistico, è altamente "fidelizzato", si muove per gli stessi motivi del normale mercato turistico, non esistono quindi differenze dal normale mercato e soprattutto si muove in maniera individuale, con propri mezzi di trasporto.

Se in questi anni abbiamo visto un certo miglioramento su trasporti ferroviari, almeno sugli Intercity ed Eurostar, altrettanto non è successo nei trasporti aerei, l'Alitalia, infatti, ha avviato una serie di procedure operative che di fatto limitano a molte persone l'accesso agli aeromobili e quindi anche alla possibilità di compiere viaggi al di fuori del territorio nazionale. Vediamo poi che la maggior parte si muove organizzandosi in modo autonomo (79%) e questo è dovuto al fatto che ad oggi sono poche le agenzie che offrono un pacchetto in grado di soddisfare tutti i bisogni e quando questo avviene spesso non è supportato da un prezzo competitivo per ovvi problemi di mercato. Quindi l'organizzazione autonoma o il "passaparola" è ancora il mezzo più utilizzato, perché la necessità di particolari informazioni la si può veder soddisfatta solo chiedendo a chi ha le medesime necessità.

Possiamo quindi dire che il turista con bisogni speciali è un turista mediamente più informato e che surroga le proprie necessità selezionando maggiormente le strutture e i servizi più adeguati, prevenendo le difficoltà con le precauzioni. In ultimo possiamo dire che aprire il mercato del turismo alle persone con disabilità, oltre a rappresentare un indiscutibile vantaggio economico, avrà anche effetti sociali e culturali. Se negli anni passati si chiedeva di veder riconosciuto il diritto delle persone disabili ad essere considerati contribuenti e non più assistiti oggi attraverso il turismo le persone disabili possono diventare "clienti". Essere considerati "clienti" significa prima di tutto essere fruitori di un servizio. L'accessibilità non è in questo caso da considerare come un diritto sociale ma come un servizio, richiesto al fine di potersi offrire a questo specifico mercato. Un servizio che sarà pagato solo se viene soddisfatto.

Il gestore dell'albergo, o del ristorante, sarà anche attento che marciapiedi e servizi pubblici nella sua zona siano adeguati e sarà lui il primo a stimolare l'amministrazione pubblica piuttosto che gli esercenti di altri servizi utili per i suoi clienti, perché abbatta le barriere architettoniche e consenta quindi alla sua offerta di essere più appetibile. Questo esige, d'altro canto, una presa di coscienza di questo nuovo ruolo, quello del "cliente", anche da parte delle persone disabili che dovranno conoscere prima di tutto i loro doveri di clienti per effetto dei quali potranno veder rispettati i loro diritti di cittadini. anno 

Roberto Vitali